Quando il colesterolo diventa "cattivo"

Domenica, 26 Maggio, 2013
La parola “colesterolo” ai giorni nostri ha assunto un connotato negativo per la salute, lo temiamo e cerchiamo di combatterlo, ma in realtà non sempre è un fattore negativo.

La parola “colesterolo” ai giorni nostri ha assunto un connotato negativo per la salute, lo temiamo e cerchiamo di combatterlo, ma in realtà non sempre è un fattore negativo.

Il colesterolo è un componente essenziale per la struttura delle membrane cellulari ed è necessario per la corretta permeabilità delle stesse. Svolge funzioni importanti per il trasporto intracellulare, per la conduzione dei segnali nervosi. È inoltre un importante precursore nella biosintesi di ormoni steroidei, acidi biliari (il colesterolo viene convertito in bile, importante per l’assorbimento dei grassi e delle vitamine liposolubili quali vitamina A, D, E, K), vitamina D.

Il fegato è il maggior produttore di colesterolo, che da qui viene poi trasportato in tutto il  corpo, tranne che nel cervello dove é prodotto dalle cellule nervose. La produzione del colesterolo è regolata dalla concentrazione intracellulare dello stesso e dagli ormoni insulina e glucagone.

Spesso sentiamo parlare di colesterolo “buono” e colesterolo “cattivo”, qual’è la differenza tra i due?

LDL sono le lipoproteine che trasportano il colesterolo dal fegato ai tessuti: si parla di colesterolo “cattivo” quando esso è in sovraccarico e comincia a depositarsi sulle pareti delle arterie causando la formazione di placche aterosclerotiche. HDL sono invece le lipoproteine che trasportano il colesterolo dai tessuti al fegato per poi essere eliminato.

Quando in medicina si parla di colesterolemia o valori di colesterolo nel sangue in realtà ci si riferisce ai valori di colesterolo totale (< 200) e al rapporto tra colesterolo totale e HDL (<5 per gli uomini; <4,5 per le donne).

La maggior parte del colesterolo presente nel nostro corpo è autoprodotto (circa 80%), solo una piccola parte viene introdotto con l’alimentazione (circa 20%).

Fattori che possono influire sui livelli di colesterolo sono il fumo, le cui sostanze tossiche che si formano durante la combustione abbassano i livelli di HDL; l’attività fisica, importante perché può aumentare la frazione di colesterolo buono (HDL) e aiuta a mantenere il peso forma; la dieta e i fattori genetici (ipercolesterolemia familiare). Alimenti da limitare sono quelli che contengono grassi vegetali (margarina, prodotti da forno, ecc.) in quanto ricchi di grassi idrogenati che favoriscono un aumento del colesterolo totale con diminuzione di quello trasportato dalle lipoproteine HDL. Bisogna fare attenzione quando si fa la spesa nello scegliere prodotti con “0% colesterolo”, poiché spesso quando si  legge l’etichetta si scopre che contengono grassi idrogenati o grassi trans. Si parla molto di alimenti che contengono colesterolo come burro, uova, latte, carni grasse e insaccati: la differenza dagli alimenti contenenti grassi trans é che favoriscono l’aumento sia del colesterolo buono sia di quello cattivo,quindi  risultano alla fine meno dannosi dei grassi insaturi. Anche l’assunzione di alimenti ricchi di zuccheri influenza i livelli di colesterolo perché l’insulina ne stimola la produzione endogena.

Il modo più naturale per prevenire un aumento del colesterolo è attenersi a una dieta sana ed equilibrata (eliminare uova e burro non è la soluzione corretta, basta limitarli) e fare attività fisica. Anche le fibre alimentari solubili aiutano a diminuire l’assorbimento a livello intestinale di grassi e zuccheri riducendo i livelli di colesterolo. Queste fibre sono contenute in frutta e legumi ed abbassano il rischio di incorrere in malattie cardiovascolari, infarto, ipertensione, diabete, obesità, causati anche da elevati livelli di colesterolo nel sangue. Acidi grassi polinsaturi (omega 3 contenuti nel pesce) svolgono anch’essi un ruolo nell’aumentare la frazione buona del colesterolo, sarebbero quindi da preferire alle carni.

Se la dieta non è sufficiente o se lo stile di vita non permette di attenersi ad una sana ed equilibrata alimentazione, si può ricorrere a integratori alimentari naturali a base di piante e minerali, che aiutano ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. Alcune piante ad azione “anticolesterolo” dimostrata con indagini cliniche sono: Guggul che aiuta a ridurre i valori di colesterolo totale e di trigliceridi; Psyllium che contiene molte fibre solubili; Rosmarino che aiuta a drenare il flusso dei grassi nel sangue. 

 

Dott.ssa Anna Hastings

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